Conferenza HSC a Ho Chi Minh City: perché Smart Capital punta sulle infrastrutture piuttosto che sull'hype nell'IA e RWA
In Breve
Consenso del panel della conferenza HSC di Ho Chi Minh City: le infrastrutture, non le mode passeggere, sbloccheranno il prossimo miliardo di dollari nell'ambito dell'intelligenza artificiale, degli asset virtuali e digitali.

Il 15 agosto, la HSC Conference ha tenuto la sua ultima edizione a Ho Chi Minh City, riunendo figure di spicco provenienti da istituzioni finanziarie, aziende tecnologiche e dal mondo del venture capital per discutere di infrastrutture blockchain, asset digitali e futuro dei mercati finanziari on-chain.
Una delle sessioni più importanti è stata "Chi si aggiudicherà il prossimo miliardo: infrastrutture, IA e RWA", moderata da Dominic Cox di 1inchIl pannello featured Kate Wang di Oniiri Capital, un fondo blockchain con sede a Singapore sostenuto dal gigante del credito giapponese Credit Saison; Alice Truong, vicepresidente degli asset digitali presso il processore di pagamenti globale Nuvei; e Tony Tran, Ph.D., di TOTM Labs, una società di sviluppo di imprese nel settore dell'intelligenza artificiale e della blockchain attiva nel sud-est asiatico.
Anziché offrire una semplice tabella di marcia ottimistica, il panel ha fatto chiarezza, analizzando cosa impedisce ancora ai capitali istituzionali di entrare nel settore delle criptovalute, perché la lista di controllo per gli investimenti è cambiata radicalmente dal 2021 e dove risiede il vero valore dell'intelligenza artificiale e della tokenizzazione RWA al di là dell'entusiasmo iniziale. La conclusione è stata che le infrastrutture rappresentano la risposta a quasi tutte le domande che il settore si pone in questo momento.
Le barriere: ambiguità sulla regolamentazione
Il panel ha concordato ampiamente sul fatto che l'ambiente attuale è defiNon per mancanza di capitali, ma per una crisi di fiducia. Kate ha descritto un "inverno del venture capital" determinato meno da progetti scadenti che da investitori istituzionali sempre più selettivi. "Non c'è mancanza di capitali", ha affermato. "Si tratta piuttosto di fiducia istituzionale". Alice ha tracciato una netta linea di demarcazione tra innovazione e realtà operativa: la sua preferenza va ai progetti che costruiscono ponti tra le infrastrutture esistenti e il futuro auspicato, non al futuro stesso. Tony ha offerto forse l'osservazione più acuta: gli investitori non temono la regolamentazione, temono di non sapere quale sarà. "Non temono la regolamentazione. Temono l'ambiguità".
La nuova lista di controllo: l'esecuzione prima della narrazione.
Il panel ha convenuto che l'era degli investimenti basati esclusivamente sulla narrazione è definitivamente tramontata. Kate ha osservato che nel 2021 le startup potevano raccogliere somme enormi basandosi unicamente sulle presentazioni; oggi, Oniiri Capital analizza attentamente l'esperienza del team, il margine lordo, il tasso di consumo di capitale e i multipli di uscita realistici. Alice ha aggiunto una dimensione che, a suo dire, i fondatori tendono a trascurare: la strategia di uscita. Da una prospettiva istituzionale, qualsiasi impiego di capitale richiede un percorso chiaro verso la ripresa, sia essa tramite integrazione, acquisizione o dismissione.
Infrastruttura istituzionale: controllo e segnalazione dei rischi
Quando premuto a defiRiguardo all'espressione "infrastruttura di livello istituzionale" – ormai diventata un cliché del marketing – Alice ha offerto una riformulazione più concreta. Non si tratta principalmente di una questione tecnologica. "La tecnologia si può costruire. Oggi è possibile utilizzare l'intelligenza artificiale per realizzare qualsiasi infrastruttura." Ciò di cui le istituzioni hanno realmente bisogno è il controllo del rischio e la reportistica. Il controllo del rischio implica una pianificazione di emergenza: se un'API di custodia fallisce, cosa succede a un'azienda che ha già abbandonato la finanza tradizionale? La reportistica implica un'integrazione perfetta con i dashboard di conformità in diverse giurisdizioni. "Se il vostro prodotto non è in grado di risolvere questo problema di reportistica, sarà molto difficile convincere il mio team operativo a utilizzarlo."
IA: Costruisci le cose noiose
Sul tema dell'IA, i partecipanti al panel sono giunti a una conclusione simile. Alice ha messo in guardia dal rincorrere applicazioni appariscenti: "Costruite cose noiose. Le cose noiose non sono noiose. Le cose noiose possono farvi guadagnare un sacco di soldi". L'IA a livello di infrastruttura – migliorare il monitoraggio delle transazioni, automatizzare la conformità, aumentare l'efficienza operativa – è dove vede ritorni duraturi. Tony ha sollevato la questione della responsabilità dell'IA agentiva: chi è responsabile quando un agente IA prende una decisione finanziaria dannosa? Ha citato la legge sull'IA del Vietnam, entrata in vigore quest'anno, come un notevole sviluppo regionale che attribuisce la responsabilità legale a sviluppatori e fondatori.
RWA: prima i casi d'uso istituzionali
Le RWA hanno generato le opinioni più divergenti. Alice si è mostrata la più scettica, individuando due problemi irrisolti – accessibilità e interoperabilità – che a suo avviso minano la narrativa più ampia sulla tokenizzazione. L'unico caso d'uso che ha trovato davvero convincente è stato quello dei depositi tokenizzati per le istituzioni: gestione della liquidità intraday tra controparti finanziarie, essenzialmente un mercato repo modernizzato. Kate ha concordato sul fatto che la distribuzione rimane il principale problema irrisolto delle RWA. Tony ha visto una fattibilità a breve termine principalmente nel finanziamento del commercio e nei regolamenti transfrontalieri, con una tokenizzazione più complessa rivolta ai consumatori in un secondo momento.
La domanda da 1 miliardi di dollari
Interrogati su come avrebbero investito un ipotetico miliardo, tutti e tre hanno indicato le infrastrutture: lo strato invisibile che rende possibile tutto il resto. La risposta di Alice è stata la più specifica: la prossima ondata di IA agentiva necessita di due elementi che gli sviluppatori non hanno ancora fornito: controlli delle transazioni basati su regole e la capacità di annullare gli errori commessi dall'IA. "Solo così l'utente finale si sentirà al sicuro e ci sarà un boom dell'IA agentiva". Il consenso del panel è stato chiaro: prima che il prossimo miliardo confluisca nelle applicazioni più promettenti delle criptovalute, è necessario costruire, rendere affidabile e conforme lo strato fondamentale.
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Circa l'autore
Alisa, una giornalista dedicata al MPost, è specializzato in criptovalute, IA, investimenti e nell'ampio regno di Web3. Con un occhio attento alle tendenze e alle tecnologie emergenti, offre una copertura completa per informare e coinvolgere i lettori nel panorama in continua evoluzione della finanza digitale.
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