Chainalysis segnala un aumento dell'attività degli Stati nazionali nel settore delle criptovalute e un record di 15 miliardi di dollari in transazioni illecite
In Breve
Nel 2025, i crimini legati alle criptovalute hanno raggiunto livelli record, poiché gli stati nazionali e le reti criminali hanno utilizzato la blockchain per furti, riciclaggio di denaro ed elusione delle sanzioni, sebbene l'attività illecita complessiva rimanga una piccola frazione dell'economia delle criptovalute in senso più ampio.
Chainalysis, una società di analisi blockchain, ha pubblicato il suo "2026 Crypto Crime Report", evidenziando un aumento del coinvolgimento degli stati nazionali nelle criptovalute nel corso del 2025, a dimostrazione della crescente sofisticazione dell'ecosistema illecito on-chain.
Negli ultimi anni, le reti criminali hanno sviluppato infrastrutture blockchain professionalizzate per facilitare le attività transnazionali e riciclare fondi. Gli Stati nazionali stanno ora interagendo con queste reti, utilizzando servizi illeciti esistenti o creando una propria infrastruttura per aggirare le sanzioni. Questo sviluppo pone sfide sempre più complesse per le agenzie governative, nonché per i team di conformità e sicurezza, nell'affrontare sia la tutela dei consumatori che i rischi per la sicurezza nazionale.
Chainalysis segnala che gli indirizzi di criptovaluta illeciti hanno ricevuto almeno 154 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento del 162% rispetto all'anno precedente, dovuto in gran parte a un aumento del 694% delle attività che coinvolgono entità sanzionate.
Anche senza questa impennata, il 2025 sarebbe stato un anno record per i reati legati alle criptovalute, con una crescita registrata nella maggior parte delle categorie illecite. Queste cifre rappresentano una stima prudente basata su indirizzi illeciti noti.
Nonostante questo aumento, le attività illecite rimangono una piccola frazione dell'economia più ampia delle criptovalute, rappresentando meno dell'1% del volume totale delle transazioni.
Le stablecoin continuano a dominare le transazioni illecite, rappresentando l'84% di tali attività, a dimostrazione del loro ruolo crescente nell'ecosistema delle criptovalute grazie alla facilità di trasferimento, alla minore volatilità e all'utilità pratica.
I furti in Corea del Nord raggiungono nuovi massimi, l'A7A5 della Russia consente l'elusione delle sanzioni
Nel 2025, i fondi rubati hanno continuato a rappresentare un rischio per l'ecosistema delle criptovalute, con hacker legati alla RPDC responsabili di furti per circa 2 miliardi di dollari. Violazioni su larga scala, tra cui l'attacco informatico a Bybit di febbraio, il più grande furto digitale nella storia delle criptovalute con quasi 1.5 miliardi di dollari, hanno rappresentato la maggior parte di queste perdite.
Gli attori informatici nordcoreani hanno dimostrato una sofisticatezza senza precedenti sia nei metodi di intrusione che di riciclaggio. L'anno ha visto anche un'attività on-chain record da parte degli stati nazionali. Gli sforzi della Russia per utilizzare le criptovalute per eludere le sanzioni sono progrediti con il lancio del suo token A7A5, garantito dal rublo, che ha elaborato oltre 93.3 miliardi di dollari in meno di un anno. Le reti proxy dell'Iran hanno continuato a sfruttare le criptovalute per il riciclaggio di denaro, la vendita illecita di petrolio e l'approvvigionamento di armi e materie prime, spostando oltre 2 miliardi di dollari attraverso i wallet identificati nelle designazioni delle sanzioni, mentre gruppi allineati all'Iran come Hezbollah, Hamas e gli Houthi si sono impegnati in attività con le criptovalute a livelli mai visti prima, nonostante le battute d'arresto militari.
Reti cinesi di riciclaggio di denaro e evoluzione della criminalità informatica nell'ecosistema crittografico
Nel 2025, le reti cinesi di riciclaggio di denaro si sono affermate come una forza trainante nell'ecosistema illecito on-chain, riflettendo la crescente professionalizzazione e diversificazione dei reati legati alle criptovalute. Queste reti forniscono servizi specializzati, tra cui il riciclaggio come servizio, e supportano una vasta gamma di attività criminali, dalle frodi e truffe ai proventi derivanti da attacchi informatici nordcoreani, evasione delle sanzioni e finanziamento del terrorismo.
La criminalità informatica tradizionale rimane attiva, con operatori di ransomware, distributori di malware, truffatori e marketplace illeciti che si affidano a provider di infrastrutture on-chain visibili, come registrar di domini e servizi di hosting, per mantenere le operazioni. Questi provider si sono evoluti in piattaforme resilienti in grado di resistere a interruzioni e sanzioni, amplificando la portata sia dei criminali motivati finanziariamente che degli attori affiliati allo Stato.
L'attività on-chain è sempre più legata a crimini violenti nel mondo reale, tra cui la tratta di esseri umani e gli attacchi coercitivi che sfruttano i movimenti di criptovalute. Sebbene le attività illecite rappresentino una piccola quota dell'utilizzo complessivo delle criptovalute, questi sviluppi evidenziano l'importanza della cooperazione tra forze dell'ordine, autorità di regolamentazione e aziende del settore delle criptovalute per salvaguardare l'integrità e la sicurezza dell'ecosistema.
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Circa l'autore
Alisa, una giornalista dedicata al MPost, è specializzato in criptovaluta, prove a conoscenza zero, investimenti e nel vasto regno di Web3. Con un occhio attento alle tendenze e alle tecnologie emergenti, offre una copertura completa per informare e coinvolgere i lettori nel panorama in continua evoluzione della finanza digitale.
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