Rapporto "State Of Markets" di a16z: il 55% della crescita dell'intelligenza artificiale è concentrato nei mercati privati, limitando l'accesso per gli investitori ordinari
In Breve
L'ultimo rapporto di Andreessen Horowitz mostra che la crescita guidata dall'intelligenza artificiale è concentrata in una manciata di aziende private e nei principali unicorni, con la maggior parte del valore creato prima delle IPO, trainata da giganti della tecnologia redditizi e piattaforme SaaS in rapida monetizzazione.
Andreessen Horowitz (a16z) ha rilasciato il suo ultimo "Stato dei mercati”, che offre un'analisi approfondita dell'attuale panorama dell'intelligenza artificiale e delle sue implicazioni per gli investitori, le imprese e l'ecosistema tecnologico più ampio.
Il rapporto evidenzia la crescente concentrazione del valore all'interno di un piccolo gruppo di aziende private, evidenziando che circa due terzi dei ricavi delle prime 50 aziende private di intelligenza artificiale provengono dalle aziende del portafoglio a16z, generando 26.5 miliardi di dollari rispetto ai 14.1 miliardi di dollari di tutti gli altri attori.
Anche i mercati pubblici hanno riflesso questa predominanza: da novembre 2022, i titoli azionari legati all'intelligenza artificiale hanno rappresentato circa il 78% dei rendimenti dell'indice S&P 500, mentre i titoli azionari non legati all'intelligenza artificiale hanno guadagnato solo il 26%.
Questa performance riflette uno spostamento verso una crescita guidata dai profitti piuttosto che verso un'espansione speculativa, con multipli di valutazione che rimangono stabili o in leggera contrazione, un netto allontanamento dai trend di crescita non redditizi del 2021-2022.
Il rapporto esamina anche l'infrastruttura che alimenta lo sviluppo dell'intelligenza artificiale e le questioni relative al potenziale surriscaldamento del mercato. Contrariamente ai cicli precedenti caratterizzati da startup non redditizie che bruciavano capitale di rischio, oggi gli investimenti sono guidati da giganti tecnologici storicamente redditizi che destinano quote sostanziali del fatturato, tra il 30% e il 65%, alle spese in conto capitale. In alcuni casi, la spesa degli hyperscaler potrebbe raggiungere il 75% del flusso di cassa operativo nel 2026.
Mentre a16z Pur riconoscendo il rischio di un'elevata concentrazione del mercato, l'azienda sostiene che le condizioni fondamentali differiscono dalle precedenti bolle tecnologiche. L'hardware legacy rimane pienamente utilizzato e le TPU di sette-otto anni funzionano a piena capacità, mentre la domanda continua a superare l'offerta. Il cosiddetto paradosso di Jevons è evidente, poiché token e unità di elaborazione più economici determinano un aumento dei consumi, con le GPU che spesso superano l'80% di utilizzo.
I mercati privati catturano la maggior parte della crescita e i principali unicorni dominano la creazione di valore
Le strategie di monetizzazione stanno progredendo rapidamente, in particolare nelle piattaforme software-as-a-service (SaaS). Salesforce Agentforce ha raggiunto 100 milioni di dollari di fatturato annuo ricorrente e la piattaforma Intelligent Agreement Management di DocuSign è più che quintuplicata in un solo anno, passando da 75 milioni di dollari a 400 milioni di dollari di fatturato annuo ricorrente.
In generale, i prodotti basati sull'intelligenza artificiale stanno generando fatturato attraverso abbonamenti, crediti a consumo e funzionalità agentiche, a dimostrazione dell'ampiezza dell'adozione commerciale. La potenziale portata del mercato dell'intelligenza artificiale è sbalorditiva; Goldman Sachs stima fino a 9 miliardi di dollari di fatturato dalla sola infrastruttura di intelligenza artificiale.
Con una spesa aziendale statunitense per software pari a 300-350 miliardi di dollari, pari a circa l'1% del PIL, e salari dei colletti bianchi che superano i 6 trilioni di dollari, pari a circa il 20% del PIL, l'impatto economico dell'intelligenza artificiale si estende ben oltre il software, puntando alla produttività del lavoro e all'automazione del flusso di lavoro.
Il mercato privato continua a svolgere un ruolo dominante nella creazione di valore. Le aziende rimangono private per periodi più lunghi, spesso passando da 1 a 5-6 miliardi di dollari prima di quotarsi in borsa.
La maggior parte della crescita avviene prima delle IPO, concentrandosi nelle mani di venture capital, private equity e grandi investitori istituzionali. Questa dinamica implica che il 55% del valore venga creato nei mercati privati, lasciando agli investitori pubblici l'accesso solo al 45% delle opportunità di crescita.
Anche le leggi di potenza si stanno intensificando, con i primi 10 unicorni, tra cui SpaceX, OpenAI, xAI, Anthropic, Databricks, Stripe, Revolut, Scale, Waymo e Checkout.com, che rappresentano il 38% della valutazione combinata degli unicorni nordamericani ed europei, a dimostrazione di come i vincitori del mercato stiano conquistando una quota di valore sproporzionatamente grande.
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Circa l'autore
Alisa, una giornalista dedicata al MPost, è specializzato in criptovaluta, prove a conoscenza zero, investimenti e nel vasto regno di Web3. Con un occhio attento alle tendenze e alle tecnologie emergenti, offre una copertura completa per informare e coinvolgere i lettori nel panorama in continua evoluzione della finanza digitale.
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